Vesime - aeroporto partigiano
06/06/2023
Ottant’anni fa, il 19 novembre 1944, il primo aereo inglese atterrò sulla pista tra i vigneti realizzata dagli Alleati e dalle Divisioni badogliane. Raccolto poco prima della sua scomparsa, nel giugno scorso, ecco il racconto di Lucio Tomalino “Vetta”, già presidente dell’Anpi di Chiavari, a capo dell’Israt, e collaboratore di Fenoglio. Un piccolo museo a Vesime ora espone i cimeli per ricordare quell’impresa affascinante e ancora poco conosciuta.

Lo avevano chiamato “Excelsior”, il più alto, in latino. E tra chi permise agli aerei inglesi e canadesi di atterrare in una stretta striscia di terra ricavata nel paesaggio dolce delle Langhe, tra Vesime e Cortemilia, ci fu “Vetta”, l’allora diciottenne partigiano Lucio Tomalino. Era un luogo adatto per quello che probabilmente fu l’unico aeroporto utilizzato dai partigiani insieme ai militari alleati, attivo tra il 19 novembre 1944, proprio ottant’anni fa, e l’aprile del 1945.
E a dargli il nome di battaglia Vetta (forse per la sua altezza) fu il comandante Poli, il piemontese Piero Balbo, comandante della II Divisione Langhe dei badogliani, immortalato da Beppe Fenoglio come il comandante “Nord” de Il partigiano Johnny.
Museo dell'aeroporto partigiano Excelsior
Beppe Fenoglio chiamava «l’arcangelico regno dei partigiani» quel mare di colline tra la Langa astigiana e cuneese, in cui i combattenti della libertà, come il Johnny del suo gran romanzo, per venti mesi fecero la guerra ai fascisti e ai tedeschi.
Spesso ad affiancarli erano gli ufficiali e gli agenti dei servizi speciali britannici e americani, paracadutati tra le linee nemiche dagli aerei Lysander, Mitchell e Dakota. Succedeva nel resto dell’Europa da liberare, avveniva in Italia e da queste parti, nel sud del Piemonte.
Quassù riuscirono a fare ancora di più. Sull’esempio della Jugoslavia del maresciallo Tito, gli inglesi del Soe, lo Special Operation Executive, idearono e misero in funzione un vero campo di atterraggio con lo scopo di favorire l’arrivo delle missioni alleate e il trasporto di feriti e di caduti nell’Italia libera.
Individuarono il luogo più adatto a Vesime, sulla sponda destra del fiume Bormida, in prossimità del ponte di Perletto, dove i nazifascisti compirono un eccidio.
Il progetto venne portato a termine insieme agli abitanti della zona e ai partigiani della seconda Divisione autonoma Langhe, i fazzoletti azzurri badogliani della stessa formazione di Fenoglio, fra l’ottobre del 1944 e il marzo-aprile del 1945.
LaStoria
La prima missione alleata che giunge nelle Langhe è quella comandata dal Maggiore Neville Lawrence Darewski detto Temple
Egli si attiva con Piero Balbo Poli per costruire un piccolo aeroporto partigiano a Vesime.
Nell'ottobre 1944 giungono nella zona di Vesime reparti della Brigata autonoma “Savona”, proveniente da Cairo Montenotte, dove ha subito un duro rastrellamento.
Mentre si procede alla costruzione dell'aeroporto, sorto su iniziativa di questi reparti vengono inquadrati nella II divisione di Poli, a presidio della Valle Uzzone, fino a Cortemilia.
I lavori di costruzione dell'Excelsior però coincidono con la ripresa della controffensiva militare nazifascista: una serie di grandi rastrellamenti contro il fronte resistenziale fa cadere, una dopo l'altra, le zone libere e le repubbliche partigiane costituitesi nei mesi precedenti.
Alba, liberata il 10 ottobre, viene riconquistata dai fascisti dopo 23 giorni di libertà, il 2 novembre 1944.
Il 19 novembre il primo Lysander atterra all'Excelsior, ma pochi giorni dopo i tedeschi giungono a Vesime e rendono inagibile la pista di atterraggio facendola arare.
Nei primi di febbraio del 1945 i partigiani delle Langhe si riorganizzano e l'Excelsior viene ripristinato: il primo atterraggio avviene a fine febbraio; in seguito la pista viene allungata fino a 1.100 metri.
In aprile, il Capitano McDonald comanda la missione SAS Canuck: vengono paracadutati nella zona di Castino-Vesime una cinquantina di commandos armati di mitragliatrici pesanti e mortai. Il gruppo partecipa con i partigiani autonomi alla battaglia di Alba del 15 aprile e alla liberazione di Torino.
La storia dell'aeroporto viene raccontata attraverso esperienze multimediali e inquadrata nel contesto della Resistenza
Il percorso della mostra si articola lungo sei tappe che ricostruiscono l’avventura dell’aeroporto partigiano Excelsior, un piccolo tassello di un grande puzzle che si stava componendo in quegli anni di guerra su tutto il territorio europeo.
Attraverso filmati e installazioni multimediali il visitatore si immerge nelle fasi di preparazione e realizzazione della pista di atterraggio.
In altre sezioni vengono raccontate le condizioni materiali e di vita del periodo della Resistenza, per far comprendere la durezza della lotta partigiana.
I vari filmati, con l’aiuto di spezzoni d’epoca, aiutano a inquadrare meglio le attività dell’aeroporto Excelsior nel contesto della Resistenza.
Si può comprendere l’importanza strategica di un piccolo aeroporto che divenne in quel periodo un riferimento per il nord Italia, assicurando rifornimenti e comunicazioni.
La riproduzione di documenti ufficiali stilati dai protagonisti di quelle vicende, permette di comprendere anche le dinamiche tra alleati e partigiani.
Elenco file allegati:
VESIME - AeroportopartigianotraivignetidelleLanghe.pdf - 131,07 Kb
AEROPORTO PARTIGIANO - storiaaeroporto.pdf - 72,02 Kb
Guarda il video
Photogallery
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